venerdì 11 novembre 2011

Una bellissima prova...

Cari Amici,

nell'attesa del prossimo post di presentazione di 'Musica e...' (è quasi pronto), voglio condividere le sensazioni dell'ultima prova del Fairy Consort. Alla fine di una lunga e complicata giornata di lavoro ospedaliero, raggiungo un po' di fretta la nostra sede (che è annessa al mio studio): il tempo di accendere la luce, cercare gli spartiti, e vengo raggiunto da Maurizio Garofalo, poi via via da Paola Incani, Mariusz Szymanski, Emanuele Dell'Oso e Walter D'Arcangelo. Le solite chiacchiere iniziali, il tempo di sistemarci, ed affrontiamo (lo confesso, con un po' di timore) la prima lettura del 'Lamento della Ninfa' di Claudio Monteverdi.

Il timore è in gran parte reverenziale: il brano è conosciuto, e presenta (soprattutto nelle parti a sole tre voci pari) delle difficoltà legate a 'madrigalismi' estremi molto espressivi ma realizzati con l'uso di dissonanze inusuali e ravvicinate. in generale, poi, credo che l'umiltà e la consapevolezza dei propri limiti sia un atteggiamento necessario quando si affrontano opere di grandi autori come Monteverdi, e di composizioni che hanno alle proprie spalle una discografia sterminata.

Ebbene, iniziamo una prima lettura a tempo ridotto, e fila liscia come l'olio: per di più, il suono dei tre cantanti (ognuno con un proprio personale e distinguibile timbro) risulta amalgamato, gradevolissimo. Un po' stupiti noi stessi (e Paola, che ancora  non ha cantato, esclama: ' ma quanto siete belli!'), ripetiamo il brano a tempo altre due volte, e cominciamo a mettere a punto i 'sospiri' e le messe di voce. Senza indugio quindi andiamo alla passacaglia che segue, di cui protagonista è invece il soprano con il 'commento' (quasi un coro da tragedia greca) delle voci maschili: prima lettura 'sotto tempo' ed ancora una volta è il bel timbro a colpirci, (con l'aggiunta della bella voce di Paola), e la successiva ripetizione scorre ancora meglio, al punto che mi concedo di accompagnare alla viola il facile basso ostinato di 4 note, ossessivo e dolcissimo, sulle quali Monteverdi costruisce ritardi e dissonanze con struggente maestria.

La fatica della giornata è ormai dimenticata, regna un'atmosfera di entusiasmo che lenisce anche gli umori afflitti di chi ha le proprie ambasce familiari o lavorative, o entrambe: sarà il potere della musica, o il fatto che da sempre il nostro è un gruppo basato fortemente sull'amicizia, fatto sta che la lettura della Messa del Granduca di Banchieri e l'aria sullo stesso basso (IX Concerto) sempre di Banchieri sono un attimo, come se le eseguissimo da sempre. 

Felice intuizione, avevo messo in fresco una bottiglia di Ferrari: festeggiare è stato d'obbligo e meritato, e dai commenti ulteriori sono nati, com'è giusto, anche nuovi progetti e nuove idee. Qualcuna, forse, si realizzerà? Chissà, per ora porto nel cuore un bellissimo ricordo (non è la stessa soddisfazione che segue un bel concerto, è diversa, ma altrettanto bella) che mi ripaga di tante fatiche e di tanti dispiaceri che dovrebbero essere estranei da questa bella passione e dalla bellissima storia, ormai quasi trentennale, del Fairy Consort. Ed anche un senso di gratitudine verso questi splendidi amici e compagni di viaggio.

Luca Dragani

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