Blog dell'Insieme di Musica Antica FAIRY CONSORT di Chieti
lunedì 23 settembre 2024
Musica Philosophalis - il progetto dei Clerici Variantes
"Musica Philosophalis" è un nuovo progetto che viene da lontano: con un po’ di presunzione, prendendo a prestito la espressione da Tolkien, “le radici profonde non gelano“.
E non voglio soltanto riferirmi ai profondi studi di Luigi Polsini, musicista eclettico di lungo corso con un’estesissima discografia alle spalle e un archivio musicale sterminato, ma anche autore di un volume piccolo quanto denso, dal titolo “Piccole annotazioni sulla Musica Filosofale" edito nel 2019 da Stamperia del Valentino a Napoli.
Non voglio neppure tornare sul mio ultra quarantennale filone di ricerca sulle connessioni fra Musica e Alchimia, che in qualche modo hanno prodotto nel 2008 un CD del Fairy Consort dal titolo emblematico “Arte di musica Seu musica alchemica“ ('arte di musica' e un’espressione che gli alchimisti adoperano per indicare la Grande Opera), nel 2019 è un volume di narrativa dal titolo “Racconti sonori e dal alchimia“ con un saggio introduttivo dal titolo “Influssi dell’alchimia sulla musica del Rinascimento“ edito da IlViandante, che due anni dopo ha accettato di pubblicare anche “Musica ed Alchimia del Natale“ sotto lo pseudonimo di Chemyst né le numerose conferenze-concerto sull’esoterismo in musica, su Michael Maier a Chieti e a Rovigo, in quest’ultimo caso con anche l’esecuzione da parte di De Labiryntho diretto da Walter Testolin di alcune fughe tratte dall'Atalanta Fugiens.
L’occasione di presentare a Chieti il volume di Luigi Polsini per i Salotti Culturali Teatiniha condotto Marco Giacintucci, altro polistrumentista dalle risorse molteplici, a salire a bordo per questa nuova (nuova?) avventura.
In realtà, tuttavia, le radici profonde non sono la nostra passione pluriennale né i nostri studi e le nostre visioni, le radici profonde sono quelle della Tradizione e dei segreti della Natura che, periodicamente, non potendo tramandarsi apertamente, si perpetuano e si diffondono mediante le arti, con il contributo consapevole, intuitivo oppure solo istintivo, delle sensibilità eterogenee di artisti, compositori, musici che se ne fanno in qualche modo tramite.
Dopo l'iniziale occasione della presentazione, con alcuni interventi musicali con brani di Maier, Farmer, Kircher e fino a Bach e Mozart, l'indagine è proseguita nell'ancora poco esplorato mondo dei 'Canoni': val la pena di riflettere che la parola 'Canone' significa 'regola', e 'canonico' di conseguenza significa 'regolare, secondo regola'.
Forse farà sorridere gli etimologi, ma 'regolo' (in Latino Regulus, 'piccolo re') è il risultato di un'operazione spagirica che tuttavia si usa come base di accesso alle operazioni di Alchimia vera e propria: chi vorrà, potrà consultare il trattato di Chimica Antiquaria di Lemery, illustre chimico del passato. Quando l'operazione conduce al risultato atteso, si dice condotta in modo 'canonico': nella foto qui sotto un regolo marziale stellato, realizzato canonicamente.
Si è così arrivati al concerto del 14 settembre, organizzato dall'Associazione Culturale 'Fairy Consort' in collaborazione con 'Il Giardino delle Pubbliche Letture' eseguito nello splendido Tempio ottagonale di Santa Maria del Tricalle, costruito sulle vestigia del tempio di Diana Trivia a Chieti.
Il concerto ha aperto inoltre un piccolo spiraglio sulla cosiddetta 'Musica Reservata', un tema misterioso e ancora poco conosciuto: l'aspetto 'essoterico' di essa è che sia musica non destinata al pubblico ma agli stessi musici che la eseguono o a pochi, selezionati ascoltatori. Ma forse c'è molto di più.
Il programma, molto più esteso del precedente, ha incluso anche brani di Machaut, di Iachet de Berchem, di Vitali, nonché di anonimi quali quello del Llivre Vermell di Montserrat, del Glogauer Liederbuch (Dy Krebisschere) i cui enigmi celavano, oltre alla struttura del canone, anche profondi testi alchemici.
L'arricchimento simbolico è stato alimentato dalla disposizione del pubblico in circolo attorno ai musici, dai colori delle camicie degli stessi (nera, bianca e rossa in riferimento a Nigredo, Albedo e Rubedo), così come i mutevoli abbigliamenti scenici di Emanuela Dimaggio, lettrice e danzatrice.
La risposta del pubblico, entusiastica, appassionata, sincera e calorosa, nonostante la particolarità dei temi e della musica trattati, ci incoraggia a proseguire su questo inesplorato filone di studio.
Il cammino, la ricerca, proseguono: chi volesse approfondire o volesse invitarci presso un luogo idoneo non esiti a contattarci per le possibili modalità al 351 3675992 o sulle pagine social del Fairy Consort.
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