mercoledì 23 maggio 2012

Maggio Organistico Teatino: il concerto di Luca Ratti

Cari lettori

ultimamente compaiono, dopo un lungo periodo nel quale sembravano fossero un genere scomparso, delle recensioni su spettacoli ed eventi musicali. Salutiamo questo come una bella notizia, ancorché viziata da una grande difformità di spessore fra le stesse recensioni. 

Cito a favore delle 'cose ben fatte' l'articolo su Il Centro di Domenico Ciccone, che con garbo e puntualità nella sua valutazione complessivamente positiva dell'esecuzione della Carmen al Marrucino di Chieti non ha rinunciato a sottolinearne le carenze e le criticità. Il tutto in uno stile discorsivo e godibile. 

Altre recensioni tuttavia appaiono senza le medesime caratteristiche, con in più uno 'stile' aggressivamente personalistico, con giudizi espressi in prima persona e non corredati da descrizioni di 'personale parere', piuttosto con la decisione volta ad autoaccreditare tale parere e renderlo incontrovertibile. Purtroppo, a volte capita anche di cogliere una difficoltà d'espressione in termini sintattico-grammaticali, e la padronanza della nostra bella lingua, congiuntivi inclusi, dovrebbe, a mio modesto parere, essere premessa indispensabile allo scrivere, proprio per non far perdere valore al giudizio o alla narrazione oggetto stesso dello scritto.

Detto questo, ho sentito il dovere, o forse il 'richiamo della foresta' della mia vecchia attività di collaboratore, di raccontare il bel concerto dell'organista Luca Ratti, invitato ad esibirsi alla rassegna 'Maggio Organistico Teatino' dal suo direttore artistico Walter D'Arcangelo.

L'organo scelto dal M° D'Arcangelo per questo concerto è quello della Cappella Maggiore del Seminario Regionale 'S. Pio X', un organo 'moderno' costruito dall'organaro Bevilacqua

Il programma di un concerto d'organo viene scelto dall'esecutore in base all'organo che gli viene messo a disposizione, che può andare da uno scarno quanto fascinoso positivo del XVI secolo ad un grande strumento a tre o più manuali e centinaia di registri e combinazioni. Quello del Seminario si colloca a metà strada, è comunque un due manuali con un discreto repertorio di registri e tenuto (altro dato importante) in buonissime condizioni di efficienza ed intonazione da chi lo ha in custodia.  

Il M° Ratti ha con appropriatezza scelto per questo strumento un repertorio che parte da Bach per arrivare alla soglia del XX secolo con J. Callaers, passando per Mendelssohn e Brahms attraverso un filo conduttore che in qualche modo lega tutti i successivi autori al Maestro di Eisenach. Con una illustrazione del programma puntuale ed interessante, è lo stesso Ratti ad introdurre il pubblico alla sua esecuzione, presentando la celebre Toccata e Fuga in re minore  come un'opera in un certo senso giovanile di Bach, sottolineandone il carattere improvvisativo (d'altra parte caratteristico del genere della Toccata) e di ricerca di effetto, peraltro centrati in pieno dall'autore; l'esecuzione dell'organista milanese è stata improntata a severi criteri di prassi filologica barocca, senza indulgere a pur possibili e niente affatto spiacevoli interpretazioni romantiche di alcuni passaggi, ed eseguendo la fuga con sobrio rispetto della partitura. 

Bella anche l'esecuzione del corale 'Wachet auf, ruf uns die Stimme' che Bach ricalca sull'aria del tenore della Cantata omonima n. 140, anche se in questo brano si palesa un lieve ritardo di percezione dei suoni del pedale, non dipendente assolutamente dall'esecutore ma in parte dalle caratteristiche fisiche di inerzia dei registri gravi e soprattutto dal fatto che le canne da 8 e da 16 piedi sono in quell'organo poste posteriormente alle altre. 

Il terzo brano, il Concerto in Re minore, tratto dall'omonimo brano di Vivaldi per due violini, violoncello, archi e basso continuo, ha consentito l'esplorazione dell'escursione dinamica dello strumento. Interessante anche l'esecuzione di Mendelssohn e di Brahms, nonostante la ricchezza musicale della prima parte, nonché della Toccata finale di Callaers, autore sin qui sconosciuto allo scrivente ma sicuramente inseribile nella traccia storico-musicale individuata e proposta dal M° Ratti nella sua esecuzione.

Il concerto, inserito nel contenitore del Maggio Teatino, è stato purtroppo disturbato dalla contemporanea manifestazione della Festa dei Popoli, in corso nella vicina Villa Comunale, e che proprio alle 18 vede svolgersi un suo momento musicale, ahimè supportato da una potente amplificazione. Ancora una volta l'incapacità di coordinare gli eventi da parte del Comune vanifica la bontà dei medesimi, a discapito degli sforzi degli organizzatori. In ogni caso, è stato un concerto molto godibile, elegante e raffinato, nel quale le notevoli doti tecniche dell'esecutore si sono accompagnate a doti di sensibilità musicale e di gusto e, come accennato in precedenza, la profonda conoscenza del repertorio e l'esperienza hanno consentito all'interprete di scegliere un programma bello ed in grado di valorizzare lo strumento disponibile.  

Grazie infine a Walter D'Arcangelo, al quale raccomandiamo la scelta di questa sede per le prossime edizioni della sua preziosa rassegna.

Luca Dragani

sabato 5 maggio 2012

Maggio Organistico Teatino XVI Edizione

Cari Amici, 

parte domenica la XVI Edizione del Maggio Organistico Teatino, il Festival  che con costante dedizione da quattordici anni organizza l'organista Teatino Walter D'Arcangelo


Nell'albo d'oro della manifestazione figurano molti grandi nomi del panorama organistico internazionale: cito a memoria Eric Dalest, Roman Cantieni, Joxe Benantzi, Przemislaw Kapitula, Milko Bizjac, e sicuramente dimentico altri grossi nomi che non ho conosciuto di persona, ed accanto a questi vi sono stati splendidi esecutori italiani, quali Diego Cannizzaro, Luca Scandali e decine di altri ottimi musicisti. 


Questa sedicesima edizione del "Maggio Organistico Teatino" organizzata dall’associazione organistica “Adriano Fedri” si articolera’ in quattro appuntamenti: 


1. domenica 6 maggio 2012 ore 19.00, nella chiesa di S. Antonio, concerto per organo e flauto  dolce con il duo Walter D’Arcangelo, organo e Luca Dragani (cioè il sottoscritto), flauti dolci.


2. Domenica 13 maggio 2012 alla Chiesa del Sacro Cuore alle ore 19.00 sara’ la volta del concerto per organo ad opera del M. della Cattedrale di Sulmona Maurizio Ricciotti.


3. Domenica 20 maggio 2012 ore 18.00 la rassegna si spostera’ per la prima volta nella storia di questo festival nella Chiesa della Cappella Maggiore del Seminario Regionale di Chieti “S. Pio X” con un concerto d’organo ad opera del M°  Luca Ratti di Milano.


4. Conclude il festival domenica 29 maggio 2012 ore 19.00  all’Auditorium della Crocelle sullo splendido organo di scuola Fedri il concerto dell’organista leccese Francesco Scarcella. 


A parte il sentirmi onorato di essere  stato invitato da Walter D'Arcangelo al suo Festival, ne ho condiviso, oltre alla passione incrollabile con cui cura questo piccolo gioiello di Festival, le ansie e le delusioni per i crescenti tagli cui viene sottoposto da parte dell'Amministrazione Comunale, che forse non ha piena consapevolezza del valore di una iniziativa così. Tramite il suo Festival infatti Walter D'Arcangelo porta a Chieti il fior fiore degli organisti d'Italia e d'Europa, e tramite la sua attività concertistica internazionale porta con onore il nome di Chieti in Europa. 


Non dovrete stupoirve, pertanto, se nel programma di sala del primo concerto, troverete in fondo una massima tratta dall' I -Ching: 'In tempi di carestia il Nobile si accontenta di una ciotola di riso'. Non ci si riferisce al programma, ricco comunque ed interessante come sempre, ma all'entità degli emolumenti: poco, davvero poco più di una ciotola di riso!


Ma veniamo al concerto inaugurale: abbiamo scelto autori di varie epoche e stili. Si parte da Robert Carr, di cui si hanno pochissime notizie biografiche, ma che è noto per queste sue 'Divisions upon an italian ground' (Diminuzioni su di un basso italiano) del 1686, per poi passare al rinascimentale Diego Ortiz con la bellissima 'Recercada Primera' tratta dal suo 'Tratado de glosas' del 1553, un esempio scritto di come si poteva improvvisare su un basso (oggi diremmo un 'giro armonico') noto, in questo caso il 'Passamezzo moderno'. 


Conclude la triade di 'antipasti' una terna di anonime 'Masque dances' del XVI secolo inglese, musiche da intermezzo teatrale scelte fra le molte esistenti per la loro spiccata melodicità, e subito dopo arriveranno i 'piatti forti': la Sonata in la minore per flauto dolce contralto e basso continuo di Georg Friedrich Haendel, caratterizzata da una costante unità di struttura armonica (almeno in tre movimenti su quattro) e per un peculiarissimo secondo movimento in cui è il basso cosiddetto 'Albertino' a rendere protagonista la tastiera per il suo virtuosismo ed a far abbandonare per un po' il ruolo di solista al flauto e fargli assumere quello di ornamento alle evoluzioni del basso. Altro 'main course' del menu musicale è riservato all'organo, con la Toccata e soprattutto con le 'Variazioni sopra la Follia d'Espagna' di Bernardo Pasquini per dar modo all'organo Inzoli di Sant'Antonio Abate di esprimere le proprie potenzialità. 


Poco conosciuta, ma di grande effetto la 'Sonata di Chiesa per Istromenti diversi' di Georg Philipp Telemann, così chiamata per la struttura (alternanza di movimenti lenti e vivaci, questi ultimi in forma di fuga) e per la tessitura adatta a vari strumenti solistici (violino, oboe, traversiere, flauti dolci in do) ed eseguita con flauto dolce soprano ed organo. Gustoso, infine, il 'dessert' costituito dalla breve ma graziosa Sonata in Fa maggiore di Antonio Vivaldi. 


Sarebbe bello vedervi numerosi al concerto, e salutarvi dal vero...


Luca Dragani



domenica 4 marzo 2012

Teatro Marrucino: un futuro?


AI LETTORI, AGLI AMICI ED AI CITTADINI TUTTI:

SI SONO CANDIDATE AL RUOLO DELICATO E CRUCIALE DI DIRETTORE ARTISTICO BEN 31 PERSONE. DI ALCUNE DI ESSE CONOSCIAMO I MERITI E I TITOLI CHE LE RENDEREBBERO DEGNE DI TALE RUOLO. 

DI ALTRE CONOSCIAMO LA STATURA MEDIOCRE, OLTRE ALLE PRETESE. DI ALTRE ANCORA SONO EVIDENTI I LIMITI CHE A RIGOR DI LOGICA NE IMPEDIREBBERO L'INVESTITURA. 

DI CERTO DUE O TRE SONO COLORO CHE, A NOSTRO MODESTO AVVISO, SONO DOTATI DI CARATTERISTICHE  CHE LI RENDONO  IN GRADO DI SVOLGERE IL LORO INCARICO CON SODDISFAZIONE PER LA CITTA' E PER IL TEATRO STESSO. 

CI ARRIVANO PERO' NOTIZIE DI  PESANTI INGERENZE 'POLITICHE' CHE NULLA HANNO A CHE FARE CON MERITI, ESPERIENZA, TITOLI O CONOSCENZE TECNICHE: CI AUGURIAMO CHE ESSE NON SIANO SUFFICIENTI A SUPERARE MERITOCRAZIA E  LO STESSO BUON SENSO, O CHE ESSENDOLO FACCIANO UN PASSO INDIETRO, PER IL BENE DELLA CITTA'. 

PER POCO CHE CONTI LA NOSTRA ESORTAZIONE, LA SOTTOPONIAMO AGLI AMMINISTRATORI ED A COLORO CHE AFFRONTANO IL DIFFICILE COMPITO DI DECIDERE PER IL TEATRO MARRUCINO: CHE SI DECIDA PER IL MEGLIO DEL TEATRO E DELLA CITTA' E NON PER INTERESSI DI SINGOLI, DI PARTI POLITICHE, DI EGEMONIE ECONOMICHE O DI QUALSIASI ALTRA CAUSA ESTRANEA AL BENE DI CHIETI E DEL SUO TEATRO.


ASSOCIAZIONE CULTURALE FAIRY CONSORT

domenica 29 gennaio 2012

E' nato il blog del Divertimento Barocco Teatino

Cari Amici, 

è online già da qualche tempo, ma vorrei darne notizia anche qui, per coloro che non lo sapessero ancora: il Divertimento Barocco Teatino, Orchestra Barocca con strumenti storici della Città di Chieti, ha un proprio blog. 

E' un piccolo, ma significativo passo, e sancisce la progressiva autonomia di questa bella realtà nata in seno al Fairy Consort e che sempre di più parla con un proprio linguaggio e progressivamente assume una propria personalità ed individualità. 

La bella esperienza di Natale, con il tradizionale Concerto questa volta diretto dal M° Maurizio Colasanti, ne è stata la dimostrazione tangibile, nonché un segnale importante sia per gli appassionati sia per operatori della Cultura pubblici e privati: 

Chieti ha un'Orchestra Barocca

in grado di sostenere programmi con strumenti originali o copie fedeli, senza forzature di organico ed in stile. Ci sono sia i musicisti che il know-how necessario, ci sono i contatti, ci sono le competenze, c'è in sostanza la capacità di produrre davvero musica del periodo barocco di buon livello. 


Seguite dunque il Divertimento Barocco Teatino a questo indirizzo web:


Ci sono già dei contenuti, i vostri commenti saranno i benvenuti e ci aiuteranno a crescere ulteriormente, e presto speriamo di pubblicarvi degli estratti del Concerto del 30 dicembre 2011.

Saluti a tutti

Luca Dragani

venerdì 20 gennaio 2012

Ancora un po' di Zampogna...

Ecco, ci risiamo!
Ci ricasco sempre... eppure, come dire di no ad Aurelio Bigi il quale, a suo dire, entusiasmatosi dalla performance di Antonello di Matteo ad una Cena degli Auguri del Club Service cui appartiene prima, e dal concerto di 'Zampognòrchestra' gruppo cui lo stesso Antonello di Matteo appartiene assieme ad altri tre suoi pari in bravura e fantasia poi, ha organizzato un incontro nella sua Bucchianico?

E quindi ci ricasco.. per di più con una sfida, immagino, anzi sono sicuro, involontaria da parte dello stesso Bigi, sfida costituita dal titolo della conferenza: 'Zampogne e zampognari: dalle melodie natalizie alle melodie popolari'. 

Ma come, per parlare di novene e di ballarelle? Con tutto il rispetto, ovviamente, per le medesime, che costituiscono un patrimonio culturale di valore immenso ed anche il senso 'musicale' delle nostre radici, della mia stessa infanzia (ricordo che all'inizio, da bambino, avevo un po' paura del suono della zampogna che si avvicinava, lungo la tromba delle scale che lo faceva ancora più risonante...), come conciliare la geniale vena innovativa e la superba tecnica del mio complice e correlatore con la semplicità di dette melodie? Ebbene, basta cercare un po'...  pensarci un po' su... e vengono così fuori anche idee ed ipotesi interessanti.

Ah, naturalmente, sentir suonare una novena da Antonello, con la zampogna suonata nel modo più semplice, non ha comunque paragoni: è verissimo quello che disse un focoso lettore a proposito della zampogna: 'E' per tutti, ma non tutti sono per la zampogna'. Parole sacrosante. Senza tema di essere smentite in quest'occasione.
Ma dicevo del mio dubbio: allora ho ripescato il Volume V (1988) di 'Imago Musicae' la prestigiosa rivista europea di Iconografia Musicale ideata e diretta dal padre dell'Iconografia Musicale, Tielman Seebas. Ricordavo di un articolo in cui si parlava di una zampogna cinquecentesca, un interessante studio di Nico Staiti. Ebbene, in esso viene riprodotto un quadro della fine del '500 di scuola siciliana, anonimo, un'Adorazione dei Pastori dove c'è, splendidamente riprodotto, uno zampognaro. 

Ho sempre sostenuto, confortato dai dati iconografici, che le raffigurazioni di zampogne in Abruzzo non risalgono a prima della fine del '700, ed ora spunta una zampogna cinquecentesca?
Eppure eccolo, con tutte le dieci dita impegnate in quella che sembra la posizione più grave dello strumento. Eppure, la delicata fattezza delle canne dello strumento mi hanno ricordato di un altro prodigio della tecnologia musicale rinascimentale, parente stretto della nostra zampogna ed antenato della 'Musette' francese e della 'Uileann Pipe' irlandese: la Sordellina napoletana. Non la conoscevo, ma grazie a Federica Furlanetto ed alla sua sterminata e bellissima raccolta di immagini su Facebook ho potuto paragonarla a questo strumento, e le affinità (a parte il meccanismo 'a valvola') soprattutto nel canneggio sono più che evidenti: non parliamo della posizione delle mani!

La conclusione che ne traggo è la seguente: nel Rinascimento, secolo aureo per la fioritura di strumenti musicali specialmente a fiato, si produce uno strumento dalla tecnologia avanzata come la sordellina (poteva avere fino a 72 chiavi...). Da qui derivano le varie zampogne, che innestano sulla produzione dell'aria della cornamusa il doppio chante della sordellina, producendo, sul versante popolare e per involuzione (o per semplificazione) prima la zampogna a paro e poi le altre, fino alla calabra ed alla abruzzese o molisana (che cavillo antistorico distinguere, la 'Terra di  Molise' era una delle tre parti degli Abruzzi, assieme ad 'Abruzzo Citeriore' ed 'Abruzzo Ulteriore').

Di qui, creare un foro doppio nel bordone della zampogna abruzzese a me non sembra, come si vuol far credere, uno 'schiaffo alla tradizione'. Sembra un riportare la zampogna alle sue più autentiche ed antiche origini. Così (e non altrimenti) sarà possibile eseguire 'Quanno nascette ninno' con le armonie giuste. Con buona pace di chi non riesce a farlo.
Per chi vuole parlarne con noi, l'appuntamento è domani, 21 gennaio 2012 alle ore 18, presso il Municipio di Bucchianico. Vi aspettiamo!

Luca Dragani

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale con 'Musica e...'


Carissimi amici

oggi è Natale, ed è l'occasione per fare a tutti voi i più sentiti e sinceri Auguri di Buone Feste. E' anche l'occasione per ringraziare tutti i 'fedelissimi' (un gruppo di una trentina di persone che segue sempre le nostre iniziative) per il loro costante sostegno, e naturalmente anche per gli altri frequentatori occasionali. Questo ci incoraggia a continuare, ci da' la sensazione che dodici anni di perseveranza non sono stati invano e che in qualche modo facciamo parte della vita culturale teatina.

Se questo è vero per il nostro pubblico, lo è meno per gli Enti preposti alla diffusione della cultura, in particolare il Comune che, a stagione avviata, ci fa sapere 'per telefono' che non ci concede alcun contributo, ma solo il patrocinio e l'inclusione nel cartellone delle iniziative di Natale del Comune. E neanche tutte: il prossimo concerto del 30 è stato omesso...
Non è questa la sede per una polemica,  o meglio, non è il momento, ma credo sia ormai evidente che il nostro Comune ha preso una direzione precisa nella sua politica culturale, direzione che non condividiamo soprattutto negli aspetti della trasparenza e sulla quale chiederemo, per quanto nelle nostre possibilità, delucidazioni per vie ufficiali.

Però è Natale, e vogliamo parlare di cose belle: quelle appena passate e quelle ancora da venire. Per quelle appena trascorse, devo menzionare il Concerto che il Fairy Consort ha tenuto a S. Agostino su invito ed in collaborazione con la Confraternita Corale della Cintura diretto dal M° Christian Starinieri e presieduto dal Prof. Patrizio Domenicucci: è in primis a loro due che si deve la realizzazione di questa iniziativa condivisa, un riannodare di fili che ha prodotto un primo, tangibile frutto, cui altri, auspicabilmente, seguiranno. L'occasione era la celebraszione dei 25 anni di attività della Confraternita Corale della Cintura, venticinque anni di attività che legano, come ha ricordato il M° Starinieri, "... il primo Maestro all'ultimo...", ovvero il sottoscritto che le fece muovere i primi passi (il primo concerto della Confraternita Corale della Cintura è stato il 28 dicembre 1986) e l'attuale, proprio il M° Starinieri. Certo, la vita del Coro, una vita così lunga, non è frutto soltanto del lavoro del primo e dell'ultimo direttore, ma senza un inizio nessuna cosa esiste, e sono grato a Christian di averlo ricordato. Grazie anche al presidente Domenicucci (Fabrizio, per gli amici) ed anche per la sua preziosa opera con il programma di sala, ad Alessio Pellegrini. 


Il Concerto del Fairy Consort, basato sulle composizioni di Banchieri ed altri sull'Aria del Granduca e di brani coevi, si è arricchito della partecipazione della Confraternita, che ha eseguito tre brani del repertorio del periodo Rinascimentale e primo Barocco, il corale finale della Cantata n. 147 di Bach 'Wachet auf, ruf uns die Stimme' eseguito insieme a cantanti e strumentisti del Fairy Consort; il M° Starinieri, inoltre, si è graziosamente prestato ad eseguire, in duo con Mariusz Szymanski e sul basso continuo realizzato da Walter D'Arcangelo all'organo e da Luca Dragani alla viola da gamba, il brano 'Veni dilecte mi' composta dall'Abruzzese Alessandro Aglione, in prima assoluta moderna. Centrale, nel programma musicale, l'esecuzione integrale della 'Messa concertata sopra l'Aria del Granduca musicale' a tre voci maschili, strumenti e b.c.. Da non dimenticare, infine, il Lamento della Ninfa di Claudio Monteverdi, protagonista la voce di Paola Incani.


Ecco la formazione completa del Fairy Consort:


Paola Incani - soprano
Maurizio Garofalo - tenore
Mariusz Szymanski - baritono
Emanuele dell'Oso - basso
Luca Matani - violino barocco
Elena Machkova - violino barocco
Stefania di Biase - viola barocca
Olga Moryn - viola barocca
Luca Dragani - viola da gamba
Marcello Sebastiani - violone
Roberto Torto - flauti dolci soprano, tenore  e alto in sol
Walter D'Arcangelo - organo
Marco Felicioni - traversa in re e in sol


*       *       *
Ma 'Musica e...' non si ferma: già si approssima il concerto dell'Ensemble Labirinto Armonico, con un programma tematico molto interessante, con brani tutti di F-A. Danican Philidor:

L’ART DE LA MODULATION

Sinfonia I
Con Spirito, L’Arte della Fuga, Pastorella,Gavotta
Sinfonia II
Allegro, Andante, Tempo di Minuetto
Sinfonia III
Moderato, Aria I – Aria II – Giga
Sinfonia IV
Adagio, Allegro, Aria
Sinfonia V
Adagio, Fuga, Andante, Aria con variazioni
Sinfonia VI
Adagio, Allegro ma non troppo, Aria tempo di Minuetto

ENSEMBLE LABIRINTO ARMONICO


Adriano Meggetto, traversiere
 Pierluigi Mencattini, violino
Giovanni Rota, violino
Galileo Di Ilio, violoncello
Gregory Coniglio violone
 Stefania Di Giuseppe, clavicembalo


Il complesso di musica antica fondato dal violinista Pierluigi Mencattini ha in suo attivo mumerosi concerti in Italia e all'estero: Festival Internazionale di musica da camera di Genova, Festival di musica antica”Seicentonovecento”, Festival Internazionale di musica antica della Valle di Susa,Trento, Mantova, Roma, Macerata, Festival di Mezz'estate Tagliacozzo, Rassegna di musica antica di Víterbo, Festival organistico di Torino, Maggio Teatino, Isernia, Lecco-Agimus,Ventimiglia, I Concerti del Teatro Aldobrandi Mazzacorati-Bologna,Villa Manzoni,Teatro di Stato di Rodos Grecia, Monaco di Baviera, Festival di Memminger, Bruxelles, Festival Internazionale della Provence, Musica Cortese, Festival Internazionale
di Musica Antica di Amburgo, Kiel, Wolfsburg, Grenoble, Saint Raphael, Parigi...
Discografia:
-Le sonate di A.Corelli op.V a violino,violone o cimbalo;
-Le Sonate a violino e Basso op.IX di Michele Mascitti in prima esecuzione assoluta
-Sonate di Alessandro Scarlatti per Flauto, due violini e basso pubblicate in collaborazione con la Regione Abruzzo;
-Giuseppe Corsi e Michele Mascitti inditi del patrimonio musicale abruzzese
- F.M.Veracini Le sonate accademiche a violino e basso (Armelin Padova)
-I D’Avalos magnati della musica in Abruzzo musiche di Avitrano,Vinci

I componenti dell'ensemble collaborano o hanno collaborato con solisti e complessi prestigiosi del panorama nazionale ed internazionale della musica antica: E.Gatti, J.Savall, Complesso Strumentale Italiano, Ensemble Alamirè, Orchestra Barocca di Nizza diretto da G. Bezzinà, Complesso Barocco diretto da A. Curtis... L'Ensemble, il 12 Maggio del 2005, ha ottenuto una medaglia di merito dal Presidente della Repubblica Italiana C.A.Ciampi, e il 29 Agosto 2007 Targa D’argento dal Presidente della Repubblica G. Napolitano . L’Ensemble suona con strumenti barocchi d'epoca del XVII e XVIII secolo o copie fedelmente riprodotte da maestri liutai italiani e le corde in budello adoperate sono costruite dalla ditta Fratelli Toro in Salle (Pescara)

Il concerto si svolgerà nella Cripta di S. Giustino di Chieti alle ore 19 del 27 dicembre: se verrete, ci faremo gli Auguri di Buone Feste anche di persona...

Luca Dragani


lunedì 12 dicembre 2011

Musica e... IV Incontro: una conferenza di Iconografia Musicale

Carissimi,

è da qualche giorno passato il bel concerto di Nova Academia lo scorso 5 dicembre, nella bella cornice della Cripta della nostra Cattedrale, dove un pioniere della Musica Antica, Stefano Casaccia, ha portato validissimi musicisti come il soprano Marianna Prizzon, capace di virtuosismi assoluti come nella famosa aria 'Agitata da due venti' di Vivaldi, ma eseguiti con compostissima grazia, senza le smorfie di una Bartoli, ed un solido basso continuo realizzato da Manuel Tomadin al cembalo (fornito dall'amico Walter D'Arcangelo dell'Associazione Organistica 'Adriano Fedri') e da Alvise Stiffoni al violoncello.

Posso dire senza tema di smentita che il pubblico dei fedelissimi ha gradito e comunicato con entusiasmo il loro gradimento ai musici.

Il successivo incontro in programma è realizzato con la collaborazione degli amici del Salotto Semprevivo e mi impegnerà in prima persona, in una conferenza dal titolo Gli Strumenti Musicali nell'Arte Antica d'Abruzzo: una informale carrellata di  immagini di strumenti musicali dal Medio Evo al Barocco così come sono raffigurati nelle chiese della nostra regione, commentandone le caratteristiche organologiche ed il loro uso.

L'iconografia musicale (è questo il nome che ha questa scienza) è infatti uno dei principali strumenti di ricerca a disposizione di coloro che vogliono ricostruire e studiare gli strumenti antichi, ovvero dei ricercatori di quell'altra branca scientifica nota sotto il nome di organologia. Dai risultati congiunti di queste ricerche i costruttori realizzano le copie di antichi strumenti necessarie ai gruppi di musica antica per ricreare con la maggior fedeltà possibile le sonorità tipiche dell'epoca nella quale un determinato brano è stato composto.

Ho iniziato questo percorso quasi per caso, e con il passare del tempo ho avuto modo di raccogliere un certo numero di immagini, che grazie alle tecnologie del Salotto Semprevivo posso condividere con chi vorrà partecipare, in una veste il più possibile divulgativa ma disponibile ad eventuali approfondimenti che venissero richiesti.

Dopo le prime esperienze, infatti, ho avuto l'opportunità di seguire i Corsi di Maria Grazia Carlone ad Urbino, di far parte di progetti europei di classificazione iconografica riguardante l'Abruzzo, di portare il mio proprio contributo sia come relatore sia come organizzatore in contesti regionali, nazionali o cittadini.

L'esperienza maturata mi consente oggi di operare scelte  strumentali sicuramente più appropriate e consapevoli nell'ambito dei concerti con il Fairy Consort o laddove mi venga richiesto un parere in merito.

Mi auguro di riuscire ad incuriosire i partecipanti, e di aver modo anche di condurre alcune riflessioni sull'uso corretto delle informazioni derivate dall'iconografia musicale, delle cautele da adottare, dei possibili errori che si possono fare, e che ahimè tuttora si fanno, anche da parte di interpreti qualificati di Musica Antica.


Ma ne parleremo assieme, venerdì 16 dicembre alle ore 18, al Salotto Semprevivo, in Corso Marrucino 23.

Grazie 


Luca Dragani

mercoledì 30 novembre 2011

"Musica e..." XII Edizione: si procede

Cari Amici,

la nostra stagione prosegue: i primi due concerti sono stati tenuti, e con ottimo apprezzamento da parte del pubblico. Il primo concerto dell' Henry Purcell Recorder Consort di Lugano, formato da tre allieve del Corso Pre-Professionale del Conservatorio della Svizzera Italiana e dal loro docente, nonchè nostro fedele amico Stefano Bragetti, è stato piacevolissimo e per molti versi sorprendente: a parte la chiarezza d'intonazione, l'estrema appropriatezza nel fraseggio e la complessità d'esecuzione dei brani eseguiti in ensemble, stupiva la tranquilla sicurezza con la quale le giovanissime interpreti (fra 16 e 19 anni) hanno fronteggiato il pubblico nei brani solistici.


Senza contare che la mattina del concerto le soliste ed il loro Maestro, che ha sfoderato anche inattese doti di intrattenitore, hanno tenuto un concerto in una scuola superiore di Chieti, l'ITIS 'F. Galiani', alla presenza di circa duecento studenti che hanno seguito con attenzione e direi anche con curiosità  l'esibizione delle loro coetanee.

Inoltre, un attento spettatore che si firma 'Teatino Fiero' ed ha un suo canale detto 'madeinteate' su YouTube ha anche 'postato' una breve clip video: il brano è The Fairest Isle di Henry Purcell, purtroppo soltanto una parte, tuttavia sufficiente a testimoniare l'atmosfera creata dall'ensemble. Lo ringraziamo vivamente per il contributo, sperando vada fiero anche grazie alle nostre iniziative.

Abbiamo poi avuto l'onore di ospitare l'unico concerto de I Fiati Italiani che questo gruppo ha tenuto a Chieti quest'anno. Come detto a parole, per quanto ci faccia piacere essere l'Associazione che ha organizzato, praticamente in esclusiva, un concerto di tale importanza, non possiamo però non fare una riflessione: sarà pur vero che nemo propheta in patria, ma se queste persone non hanno parte attiva nella vita musicale della nostra Città, ci dev'essere qualcosa che non torna... D'altra parte gli stessi musicisti hanno lamentato, tempo fa, tale isolamento. Ci auguriamo davvero che questa situazione si modifichi profondamente in futuro.

Per quanto riguarda il concerto, è stata una performance generosa: sei brani di grande bellezza, al tempo stesso complessi e godibili, virtuosistici e melodici. Il pubblico, attento e affascinato, ha mostrato sincero gradimento: molti si sono fermati per salutare i musicisti, ed anche per manifestare a me gratitudine per la scelta di questo evento.

Ma 'Musica e...' non si ferma: il prossimo concerto, previsto per lunedì 5 dicembre  alle 19 alla Cripta di S. Giustino, vede di scena il quartetti Nova Academia di Trieste, diretto da un vecchio amico, un pioniere del flauto dolce e della musica antica in Italia: Stefano Casaccia, infaticabile concertista, studioso, organizzatore di concerti; a molti di noi noto per essere stato a lungo docente di flauto dolce al Conservatorio di Pescara. Con lui, musicisti di tutto rispetto,  dal soprano Marianna Prizzon al cembalista Manuel Tomadin ed al violoncellista Alvise Stiffoni.

Il programma, che unisce originalità e grazia, è incentrato sul Barocco Italiano, preso da diversi centri culturali e scuole del periodo. Sono sicuro che la scelta sarà apprezzata, anche se, a causa della serrata attività concertistica di Nova Academia, il concerto avrà luogo di lunedì.

Ecco di seguito il ricco programma: 


Lunedì 5 dicembre 2011 ore - 19
Cripta di San Giustino

Ensemble
NOVA  ACADEMIA  DI TRIESTE
MARIANNA PRIZZON soprano 
STEFANO CASACCIA  flauto dolce e direzione 
ALVISE STIFFONI  violoncello
MANUEL TOMADIN  clavicembalo

Il Barocco tra Venezia, Napoli e Augusta (Sicilia)


BENEDETTO MARCELLO  (1686 - 1739)
Sonata XII in Fa maggiore, per  flauto dolce e b.c.
Adagio ma non troppo - Allegro - Allegro - Largo - Ciaccona


 ANTONIO VIVALDI  (1678 - 1741)
"Agitata dai due venti"
Aria dall' opera"Griselda"  per soprano e b.c.


GIOVANNI BENEDETTO PLATTI  (1700 - 1762)
Sonata IV in Do minore, per  clavicembalo
Largo - Presto e alla breve - Adagio - Non tanto allegro

ANTONIO VIVALDI  (1678 - 1741)
“All'ombra di sospetto” 
Cantata per soprano, flauto dolce e b.c. RV 678
Recitativo - Larghetto - Recitativo - Allegro
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Barone EMANUELE ASTORGA  (1680 - 1755)
"Non é sol la lontanaza" (Cantata per soprano, flauto e bc)
A tempo giusto - Recitativo - Aria

GIOVANNI B. PERGOLESI   (1710 - 1736)
"Stizzoso, mio stizzoso" (Aria di Serpina per soprano, fl e bc)
Dall'Intermezzo "La serva padrona"

DOMENICO SCARLATTI   (1685 - 1757) 
Sonata K 81 in Mi minore, per  flauto dolce e bc
Grave - Allegro - Grave - Allegro

ALESSANDRO SCARLATTI   (1660 - 1725)
"Ardo é ver per te d'amore" (Cantata per soprano, flauto obbligato e b.c.)
(trascr. Stefano Casaccia e Ilario Gregoletto)
Recitativo - Aria - Recitativo - Aria



Ecco inoltre i curriculum dei concertisti:

MARIANNA PRIZZON soprano
triestina, ha intrapreso lo studio del canto, sotto la guida del mezzosoprano Mirna Pecile, diplomandosi cum laude presso il Conservatorio “ G.Tartini ” di Trieste, in soli tre anni nel 2000 e vincendo una borsa di studio; inoltre ha conseguito il diploma triennale di Perfezionamento presso la Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro - (Ve). Ha seguito Corsi di Alto Perfezionamento con artisti e maestri di chiara fama: Raina Kabaivanska (Scuola Internazionale del Trio di Trieste); Leone Magiera (ed il regista Daniele Abbado), Renata Scotto e Robert Kettelson (Accademia Nazionale di Santa Cecilia-Roma); Katia Ricciarelli (ed il regista Beppe De Tomasi - Accademia Internazionale di Katia Ricciarelli-Parma); Luciana Serra; Lella Cuberli; Lucia Mazzaria; inoltre Antonietta Stella, Gianni Raimondi, il regista Italo Nunziata (Ateneo Internazionale della Lirica a Sulmona ) ed il regista Francesco Esposito (Accademia Harmonica-Modena) Ernesto Palacio sul repertorio mozartiano e rossiniano, Enzo Dara sul repertorio buffo. Dal 1997 svolge un’intensa attività concertistica di musica da camera, sacra e operistica in Italia, Austria, Slovenia, Francia, Corea, Montecarlo. Premiata in concorsi internazionali, si è perfezionata con musicisti di chiara fama, si è esibita accanto a prestigiosi artisti, quali Fiorenza Cedolins, Leo Nucci, Luciano Pavarotti.

STEFANO CASACCIA flauto dolce
triestino, compiuti gli studi di strumenti antichi presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia con Pietro Verardo, si è perfezionato con i più famosi specialisti europei di flauto dolce, quali H. Köneke, F. Conrad, R. Clemencic e K. Boeke. Quasi mille sono i concerti tenuti a partire dal 1971, con grande successo di pubblico e di critica, suonando in Italia, Europa, Suad America ed Africa, con la partecipazione anche ai più importanti festival internazionali ed a trasmissioni radiotelevisive per emittenti prestigiose. Da un trentennio fa parte del prestigioso ensemble I Madrigalisti di Venezia, diretto da Mario Vio, è fondatore del complesso medievale-rinascimentale Nuovo Ricercare, del complesso barocco Nova Academia, dell’ensemble I Solisti della Serenissima e suona anche nel Duo Casaccia-Stecchina con Giuliana Stecchina (arpa celtica) e nel Blue Art Ensemble con il compositore e pianista Silvio Donati, nonché in altre importanti formazioni. Tra i maggiori riconoscimenti ottenuti si citano i due Premi Venezianello con I Madrigalisti di Venezia (1981) e con il Nova Academia (1996), il premio della Società Italiana del Flauto Dolce (SIFD) all’Accademia Nazionale dei Lincei (1991), il titolo, quale componente de I Madrigalisti di Venezia, di Ambasciatore per l’Europa nei Festival delle Culture Europee dalla Commissione Europea per gli anni 1998-2002.
Nel 2009 il progetto europeo "BAROQUE" (La musica barocca come elemento unificatore della nuova e vecchia Europa) da lui ideato per la "Panta rhei" - Lead Partner Association, inserito nel programma Cultura 2007-2013 (Educazione e Cultura), è risultato uno dei progetti vincitori nel concorso promosso dalla DG dell'agenzia europea EACEA. Laureato in Giurisprudenza, è professore ordinario titolare della cattedra di flauto dolce al Conservatorio G.Tartini di Trieste.



ALVISE STIFFONI violoncello
Veneziano, si è diplomato in violoncello nel 1990 e in strumenti a percussione nel 1992 con il massimo dei voti presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia. Ha fatto parte dell'Orchestra da Camera "L'Offerta Musicale" da '89 al '97, e fatto numerose incisioni per le case italiane Nova Era, Tactus, Bongiovanni. In tal periodo sono numerose anche le tournè in Festival internazionali in Europa e registrazioni radiofoniche; ed ha fatto inoltre parte sia dei Quartetti d'Archi " Aura" e "Palladio", sia di numerose Orchestre Lirico-Sinfoniche quali "Città di Verona", Orchestra di Bergamo ed altre Orchestre da Camera quali: Accademia Vivaldiana, Interpreti Veneziani, "La Concertante". Dal '97 al 2000 è stato titolare nella prestigiosa formazione dell'Ensemble di Venezia e vi ha svolto anche la parte di solista.
Dal 1987 è fondatore del "Quartetto Nuova Arcadia", ensemble con strumenti d’epoca. Dal 1989 ha frequentato i corsi di Musica Antica di Venezia con A. Bova, E. Smith e A. Marcon; contemporaneamente collabora con l’orchestra da camera "Offerta Musicale" sia come violoncellista che come percussionista incidendo per le case italiane Nuova Era, Bongiovanni e Tactus. Seguono numerose tourneé in festival Internazionali sempre con notevole successo di pubblico e critica. Dal 1998 suona stabilmente con l’Ensemble di Venezia, nel quale svolge anche ruolo di solista.

MANUEL TOMADIN clavicembalo
triestino, compiuti è probabilmente l’organista più decorato in competizioni di esecuzione/interpretazione della sua generazione. Diplomato in Pianoforte (massimo dei voti), Organo e composizione organistica, Clavicembalo (Cum Laude); laureato in Clavicembalo (110 e lode). Dal 1998 al 2008 è stato organista titolare della Cappella Civica nella Cattedrale di San Giusto a Trieste. Manuel TOMADIN si dedica costantemente all'approfondimento delle problematiche inerenti la prassi esecutiva della musica rinascimentale e barocca anche attraverso lo studio dei trattati e degli strumenti dell' epoca. Dal 2001 al 2003 ha studiato presso la Schola Cantorum Basiliensis (Svizzera) nella classe di Jean Claude Zehnder. Di grande importanza per la sua formazione sono state le lezioni con i maestri Ferruccio Bartoletti e Andrea Marcon. Svolge intensissima attività concertistica, sia solistica, in assiemi o come accompagnatore in Italia e in Europa. Ha inciso sei CD per la collana Organi Storici del Friuli Venezia Giulia e un CD di Sonate per Viola da Gamba e Cembalo di A. Vivaldi per l’ Etichetta Toondrama. È altresì docente dei corsi di Musica da camera per strumenti antichi, Clavicembalo e Organo storico alle Vacanze musicali di Sappada (BL) e all’Accademia Organistica di Belgrado, è Vicepresidente dell’ Accademia Organistica Udinese e Presidente dell’ Orchestra Barocca TERG ANTIQUA. Tiene corsi presso la Musik Hoch Schule di Mannheim in Germania. E' stato docente a contratto di Teoria e basso continuo presso il Conservatorio "G. Tartini" di Trieste. E’ vincitore di 4 concorsi organistici nazionali e 4 internazionali tra cui spiccano il primo premio a Fussen -Breitenwang - Mittenwald (Germania) e il secondo premio con primo non assegnato al prestigiosissimo concorso Paul Hofhaimer di Innsbruck.




Vi aspettiamo!


Luca Dragani

sabato 12 novembre 2011

I Fiati Italiani a 'Musica e...'

Cari Amici

dopo il bel concerto inaugurale dell'Henry Purcell Recorder Consort diretto da Stefano Bragetti, arriviamo al secondo appuntamento della stagione di 'Musica e...', che continua a tenersi su un livello internazionale, stavolta non per la sede d'origine degli esecutori, bensì perchè ospitiuamo un ensemble che sin dalla sua nascita esporta con onore il nome di Chieti e dell'Italia nel mondo: i Fiati Italiani (già Solisti Teatini).


Quello dei Fiati Italiani non è un esordio a 'Musica e...', ma un graditissimo ritorno: furono proprio loro, in Trio, a tenere il concerto Inaugurale della Ia Edizione di 'Musica e...' nel lontano 2000. Da allora molte cose sono cambiate, ma una solida, reciproca stima è perdurata fra la nostra e la loro Associazione, e questo concerto ne è un patente suggello, che auspichiamo foriero di future realizzazioni, vista la visione condivisa su molti aspetti della vita culturale della Città di Chieti.

I Fiati Italiani, formazione versatile dal Trio al Decimino, nascono nel marzo 1992 per  iniziativa della Società Italiana della Musica e del Teatro, con l'intento di riunire alcuni tra migliori musicisti italiani provenienti da importanti istituzioni orchestrali quali: Orchestra Filarmonica della Scala, Orchestra Teatro dell'Opera di Roma, Orchestra Teatro S.Carlo di Napoli, Orchestra Teatro Petruzzelli di Bari, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Orchestra RAI Roma, O.R.T., Orchestra Sinfonica di Pescara, Orchestra Internazionale d'Italia, Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, ecc. Si è così dato vita ad un sodalizio che in pochi anni di attività ha assunto un ruolo di primo piano nel panorama musicale Italiano ed Europeo. 

Invitati dalle più prestigiose istituzioni musicali italiane ed internazionali, come Carnegie Hall, Teatro dell'Opera di Roma, RAI Roma, A.g.i.m.u.s., Teatro Sistina di Roma,T.S.A., St. Martin in the Fields, Blakheat, St. James in Piccadilly, Ottawa University, Melba Hall, Royal College of the Arts,Settimane Musicali, Slovenian Summer Festival, Salieri International Music Festival, i Fiati Italiani hanno tenuto concerti nelle maggiori città italiane: Milano, Alessandria, Brescia, Bergamo, Bari, Chieti, Monza, Milano, L'Aquila, Cagliari, Roma, Bologna, Sassari, Palermo, Napoli, Firenze, Genova, Lecce e in tutto il mondo: Quito, Melbourne, Canberra, Sydney, Ottawa, Toronto, New York Detroit, Miami, Londra, Parigi, Francoforte, Lubiana, Vienna, Rio, Madrid, Valencia.

Hanno inoltre effettuato numerose tournée in Svizzera, Inghilterra, Canada, Stati Uniti, Australia, Ecuador, Messico, Germania, Francia, Austria, Brasile, Spagna

I Fiati Italiani collaborano stabilmente con musicisti di riconosciuta fama e valore, hanno inciso per le case discografiche IKTIUS di Milano, MONDO MUSICA VERLAG di Monaco di Baviera, edizioni Menabò , AULIA. Hanno tra l'altro registrato diversi programmi televisivi e radiofonici per la RAI, Radio 3, TV Italia, Canada NTV, Rete Globo Melbourne, Tele+.

Dal 2000 hanno iniziato una proficua collaborazione artistica con I Solisti del Teatro alla Scala di Milano.


Nell'esibirsi con la formazione in quintetto di fiati, i musicisti hanno scelto il seguente programma:

I FIATI ITALIANI

“ QUINTETTO “

Sandro Carbone
Flauto

Maurizio Colasanti
Oboe

Antonello Pellegrini
Clarinetto

Giovanni D'Aprile
Corno

Alfonso Patriarca
Fagotto


Programma



F. Farkas
Antiche Danze Ungheresi
(allegro moderato-moderato-scherzo-moderato-allegro)


F. Danzi
Blaserquintett op. 56 n.3
(andate sostenuto-allegro-andante-menuetto-allegro)

R. Gervasio

Il Filo Rosso


O. Respighi
Quintetto
(allegro-andante con varizioni)

D. Milhaud
La Chieminèr du Roi Renè
(cortegè-aubade - jongleurs - la maousinglade
   jotes sur l'arch - chassea valabre - madrigal - nocturne)

G. Bizet
L'Arlesienne Suite n. 1
(prelude-minuetto-adagietto-carillon)

A tutta prima, l'impressione è di un programma generoso ed al tempo stesso raffinato, che tiene conto di percorsi storico-musicali che intercorrono fra i vari Autori e che unisce sapientemente brani di spiccato virtuosismo alternati a delicate atmosfere, senza dimenticare di strizzare l'occhio al pubblico con un finale brillante con le familiari note di Bizet. Il tutto nella splendida veste sonora del Quintetto di Fiati, affascinante sia nel suono d'insieme sia nelle numerose possibili combinazioni timbriche fra i singoli strumenti.


Luca Dragani

venerdì 11 novembre 2011

Una bellissima prova...

Cari Amici,

nell'attesa del prossimo post di presentazione di 'Musica e...' (è quasi pronto), voglio condividere le sensazioni dell'ultima prova del Fairy Consort. Alla fine di una lunga e complicata giornata di lavoro ospedaliero, raggiungo un po' di fretta la nostra sede (che è annessa al mio studio): il tempo di accendere la luce, cercare gli spartiti, e vengo raggiunto da Maurizio Garofalo, poi via via da Paola Incani, Mariusz Szymanski, Emanuele Dell'Oso e Walter D'Arcangelo. Le solite chiacchiere iniziali, il tempo di sistemarci, ed affrontiamo (lo confesso, con un po' di timore) la prima lettura del 'Lamento della Ninfa' di Claudio Monteverdi.

Il timore è in gran parte reverenziale: il brano è conosciuto, e presenta (soprattutto nelle parti a sole tre voci pari) delle difficoltà legate a 'madrigalismi' estremi molto espressivi ma realizzati con l'uso di dissonanze inusuali e ravvicinate. in generale, poi, credo che l'umiltà e la consapevolezza dei propri limiti sia un atteggiamento necessario quando si affrontano opere di grandi autori come Monteverdi, e di composizioni che hanno alle proprie spalle una discografia sterminata.

Ebbene, iniziamo una prima lettura a tempo ridotto, e fila liscia come l'olio: per di più, il suono dei tre cantanti (ognuno con un proprio personale e distinguibile timbro) risulta amalgamato, gradevolissimo. Un po' stupiti noi stessi (e Paola, che ancora  non ha cantato, esclama: ' ma quanto siete belli!'), ripetiamo il brano a tempo altre due volte, e cominciamo a mettere a punto i 'sospiri' e le messe di voce. Senza indugio quindi andiamo alla passacaglia che segue, di cui protagonista è invece il soprano con il 'commento' (quasi un coro da tragedia greca) delle voci maschili: prima lettura 'sotto tempo' ed ancora una volta è il bel timbro a colpirci, (con l'aggiunta della bella voce di Paola), e la successiva ripetizione scorre ancora meglio, al punto che mi concedo di accompagnare alla viola il facile basso ostinato di 4 note, ossessivo e dolcissimo, sulle quali Monteverdi costruisce ritardi e dissonanze con struggente maestria.

La fatica della giornata è ormai dimenticata, regna un'atmosfera di entusiasmo che lenisce anche gli umori afflitti di chi ha le proprie ambasce familiari o lavorative, o entrambe: sarà il potere della musica, o il fatto che da sempre il nostro è un gruppo basato fortemente sull'amicizia, fatto sta che la lettura della Messa del Granduca di Banchieri e l'aria sullo stesso basso (IX Concerto) sempre di Banchieri sono un attimo, come se le eseguissimo da sempre. 

Felice intuizione, avevo messo in fresco una bottiglia di Ferrari: festeggiare è stato d'obbligo e meritato, e dai commenti ulteriori sono nati, com'è giusto, anche nuovi progetti e nuove idee. Qualcuna, forse, si realizzerà? Chissà, per ora porto nel cuore un bellissimo ricordo (non è la stessa soddisfazione che segue un bel concerto, è diversa, ma altrettanto bella) che mi ripaga di tante fatiche e di tanti dispiaceri che dovrebbero essere estranei da questa bella passione e dalla bellissima storia, ormai quasi trentennale, del Fairy Consort. Ed anche un senso di gratitudine verso questi splendidi amici e compagni di viaggio.

Luca Dragani

Musica Philosophalis - il progetto dei Clerici Variantes

  " Musica Philosophalis "  è un nuovo progetto che viene da lontano: con un po’ di presunzione, prendendo a prestito la espressio...